Italia, un territorio centrale per re e imperatori del Tardo Medioevo

Il territorio italiano fu uno spazio d’azione centrale non solo al tempo dei carolingi e della dinastia salica, ma anche nel tardo Medioevo. Numerosi furono i soggiorni di re e imperatori tardomedievali nella penisola italiana: Enrico VII si trattenne in Italia dal 1310 al 1313; Ludovico il Bavaro dal 1327 al 1330; Carlo IV fu presente più volte nella penisola subalpina negli anni ’30 del 1300 e di nuovo nel 1355 e tra il 1368 e il 1369; Federico III nel 1436, nel 1452 e tra il 1468 e il 1469.

Il periodo trascorso in Italia costituisce gran parte del regno di Enrico VII. Qui il primo imperatore della Casa di Lussemburgo conseguì l'incoronazione imperiale e, interagendo con i comuni e le famiglie dominanti – nonché lottando contro la loro opposizione –, tentò di modellare i rapporti tra le città dell'Italia settentrionale secondo un ideale di impero universale.

Con l'incoronazione sua e della consorte Margherita e la deposizione del papa nel 1328, Ludovico IV, detto il Bavaro, sperimentò in Italia il culmine dei conflitti con la curia. Più volte pianificò successive discese nella penisola, senza però mai realizzarle e rimanendo tuttavia in assiduo contatto con le potenze italiane.

Anche Carlo IV, il nipote di Enrico di Lussembugo, discese più volte in Italia, non solo per ottenere la dignità imperiale, ma anche in ragione di diversi interessi politici, tra i quali emerge il supporto offerto al rientro del Papa a Roma da Avignone.

Per Federico III, infine, la discesa in Italia fu un elemento significativo all'interno del suo progetto di un'ampia coalizione con il Portogallo e la Casa d'Aragona di Napoli, nonché della cooperazione con il Papa e la curia. Federico fu, inoltre, l'ultimo imperatore a essere incoronato a Roma (1452) e, in occasione dell'incoronazione, si sposò con Eleonora, figlia del re del Portogallo. La spiccata produzione documentaria del suo regno ha lasciato numerose e importanti testimonianze negli archivi italiani: correlare queste ultime con quelle presenti in territorio tedesco costituisce un passo fondamentale per condurre un'innovativa analisi del regno di Federico a partire da una prospettiva periferica.

Non bisogna poi dimenticare che Ludovico, Carlo e Federico indirettamente tramite il Tirolo, e Federico, inoltre, in maniera diretta come signore territoriale della Carniola e di Gorizia, regnarono su territori confinanti con importanti potenze italiane quali la repubblica di Venezia. Anche in ragione di questa vicinanza geografica non risulterebbero comprensibili i fondamentali caratteri dell'azione politica di questi imperatori tardomedievali senza considerare il loro rapporto con l'Italia.

La penisola italiana non deve, però, essere considerata solo dal punto di vista degli imperatori del Sacro Romano Impero. Anche lo sguardo nella direzione opposta acquisisce sempre maggior importanza nella ricerca storica per il fatto che per molte potenze italiane l'imperatore rimane la più alta istanza di legittimazione all'interno del sistema feudale. Diventa sempre di maggior interesse la ricostruzione storica degli intrecci delle relazioni tra le città e le famiglie nobili italiane nonché quelle con il Regno di Napoli e con lo stato della Chiesa. Soprattutto questi ultimi si collocano oltre l'Impero in una prospettiva europea. Altrettanto fondamentali sono la penetrazione sul territorio italiano di dinastie europee come gli Angioini, la Casa di Lussemburgo e gli Aragonesi.

Identificazione e raccolta della documentazione conservata in Italia

Nonostante le ben note relazioni tra gli imperatori e le potenze italiane, gli archivi presenti sul territorio della penisola subalpina rimangono per la storia tardomedievale un terreno ancora in gran parte insondato. Nel quadro della dimensione europea dei Regesta Imperii, che contempla l’intero Impero medievale con i relativi territori vicini, la documentazione italiana rappresenta una ricerca essenziale in cui cimentarsi. Il fine ultimo dell’Italienprojekt consiste nell’identificazione e nella raccolta dei documenti e delle lettere di produzione imperiale, in originale e copia, conservati sul territorio italiano nei numerosi archivi statali, comunali, ecclesiastici e privati come pure nelle biblioteche. La ricerca e la raccolta sono state intraprese a partire dal 2016 in un’azione congiunta dei tre progetti tardomedievali dei Regesta Imperii. Al fine di ridurre il numero dei viaggi necessari, evitare di esaminare gli stessi fondi e approfittare delle sinergie di una tale cooperazione, le ricerche, condotte prima separatamente, avvengono ora in maniera coordinata.

La strategia comune prevede l’individuazione di archivi centrali per tutti i progetti interessati sulla base dell’entità e della rilevanza dei complessi documentari in essi conservati. A partire da questi "fari", la ricerca viene estesa a livello locale, sempre secondo una prospettiva gerarchica. I ricercatori raccolgono contemporaneamente materiale relativo a tutti gli imperatori e lo mettono a disposizione degli altri progetti. Il necessario legame tra di essi è garantito attraverso un coordinamento centrale e una banca dati comune per questi tre progetti tardomedievali dei Regesta Imperii. Un ruolo fondamentale è ricoperto, inoltre, dai quasi 200.000 titoli bibliografici riguardanti l’Italia e presenti in RI OPAC, connesso anch’esso alla banca dati.

Accanto alla regione Liguria e all’Archivio di Stato di Torino, che sono molto importanti per la ricostruzione dell’attività di Enrico VII, le regioni Lombardia e Toscana sono state scelte come progetto pilota per iniziare le ricerche comuni. La scelta di queste regioni risponde a motivi di carattere scientifico e pratico allo stesso tempo: con la centrale Milano, la Lombardia è particolarmente adatta a testare la ricerca della documentazione a partire dal centro e verso i nodi periferici del territorio lombardo. L’esistenza di cooperazioni con istituzioni lombarde costituisce, inoltre, il miglior presupposto per una stretta collaborazione con ricercatori locali. Oltre a ciò, Milano e Mantova rappresentano, sia storicamente sia in ragione della trasmissione documentaria conservata nei loro archivi, due punti nodali per tutti i progetti interessati. Si pensi ai continui rapporti che gli imperatori intrattennero prima con i Visconti e poi con gli Sforza a Milano, e con i Gonzaga a Mantova. Per la Toscana valgono le stesse considerazioni, visto che anche qui l’azione e la presenza degli imperatori furono continue e la loro attività molto intensa.

I partner del progetto

Partecipano alla ricerca congiunta i seguenti progetti dei Regesta Imperii: Enrico VII con sede a Saarbrücken, che dopo la conclusione dei lavori negli archivi tedeschi concentra i suoi sforzi sugli archivi italiani; Ludovico di Baviera, con sede a Monaco di Baviera; a partire dal 2017 i Regesta di Federico III con sede all’Accademia delle Scienze di Berlino. Assiste il progetto il portale RI-Online di Magonza. Tra gli altri partner, un grande contributo è garantito dalla serie Constitutiones - Carlo IV dei Monumenta Germaniae Historica (MGH), grazie al cui supporto scientifico e al materiale raccolto e pubblicato vengono, da più di un decennio, aggiornati i regesti di Carlo IV e messi a disposizione sul sito dei Regesta Imperii. Una stretta collaborazione esiste, inoltre, tra i Regesta e la serie Constitutiones degli MGH dedicati a Ludovico il Bavaro, che provvedono ad uno scambio costante di documenti digitalizzati, trascrizioni, regesti e bibliografia. La coordinazione del progetto, finanziata dai partner menzionati, pianifica i viaggi e i lavori negli archivi, intrattiene e cura i rapporti con le istituzioni italiane.

Esiste altresì una stretta collaborazione tra l'Italienprojekt e altri colleghi e istituzioni europee, quanto allo scambio di know-how e allo stesso tempo per mettere a disposizione della medievistica internazionale i risultati ottenuti dai Regesta Imperii. Accanto a numerosi ricercatori e istituzioni italiani vogliamo qui menzionare la prof. Daniela Rando (Università di Pavia), l'Istituto Storico Tedesco (DHI) di Roma, l'Università di Lussemburgo e gli MGH presso l'Accademia delle Scienze di Vienna.

Pubblicazioni

La pubblicazione dei risultati avviene nell'ambito di ciascuna serie nel noto formato a fascicolo. Mentre i regesti di Ludovico IV e di Federico III fin dal loro inizio pubblicano fascicoli per provenienza, Enrico VII procede cronologicamente. Per poter presentare alla ricerca i risultati su Enrico VII anche prima di aver concluso la raccolta delle sue fonti in tutti gli archivi italiani, si è scelto per questo progetto di pubblicare in formato digitale come work in progress fascicoli dedicati alle singole regioni italiane per le quali i lavori di raccolta sono già conclusi.